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Non ho mai parlato di televisione perché l’ho sempre ritenuto superfluo. Da molto tempo, poi, ho abbandonato la visione di quasi tutti i programmi trasmessi dalle emittenti nazionali, eccezion fatta per qualche sporadica puntatina su “Le Iene”, “Libero”, fin quando è durato, “Striscia la Notizia”. Il TG5 di Mentana non era male, ma fuggo di gran lena da quello di Rossella, perché con esso si corrono seri rischi di stress da informazione, sicuramente più gravi di quelli assicurati dal TG di Rete4, che basta considerare uno show comico, per evitare qualsivoglia problema. Il poco tempo trascorso davanti alla tv, pertanto, lo dedico ai programmi trasmessi dalla tv satellitare: film, ottimi documentari, news e, indipendentemente dalla visione, tanta buona musica dai canali radio o dai canali musicali preferiti. A volte trovo gradevole, inoltre, concedermi una scappatella nei paesi arabi e dell’estremo oriente: mi piace ascoltare la loro musica o godermi splendidi spettacoli di danza di ottimi corpi di ballo russi, cinesi, tailandesi. Mi concedo una deroga, pertanto, solo per denunciare la violenza che sta esercitando Murdoch su tutti i fruitori dei programmi satellitari. Il mio vecchio gold-box, il ricevitore che mi consentiva una ottimale ricezione dei programmi, ordinati secondo le mie preferenze, defunto per vetustà, mi è stato sostituito da quello di nuova generazione, che usa un sistema di codifica diverso. (Non si rallegrino i miei quattro lettori che ancora possono goderselo: anche se in ottima salute sarà sostituito “d’imperio” entro la fine del 2005) Di fatto è Sky che stabilisce la lista dei programmi da vedere, ovviamente in primis quelli facenti capo alla società di Murdoch, e non vi è nessuna possibilità di organizzarne una personale, se non con una fastidiosa procedura (voluta!) che ne limita la scelta a soli venti. La cosa più grave è la mancata visibilità dei programmi free con il semplice avanzamento del telecomando, che chissà per quale arcano mistero parte da 101 non da 1. Non solo, sono scomparse oltre 400 stazioni radio e un centinaio di programmi televisivi, (molti dei quali “arabi”, chissà perché…). Insomma alla Sky hanno fatto di tutto per “imporre” la loro scelta e per far sì che i clienti si abituino ad una programmazione che soddisfa esclusivamente le esigenze (politiche, economiche…) di chi la propina. Tutto ciò è gravissimo, almeno quanto il silenzio di chi dovrebbe intervenire per imporre il ripristino della vecchia codifica, o consentire con la nuova di “scegliere” in prima persona cosa vedere. Non regge la tesi che in tal modo si combatte meglio la pirateria. Non si possono penalizzare le persone per bene solo perché esistono dei disonesti. E visto che ci troviamo, parliamo anche dei film. La cinematografia mondiale, vivaddio, offre prodotti di ottima fattura. L’offerta Sky è di infima qualità e troppo ripetitiva. La società madre deve acquistare i diritti da tutte le case cinematografiche e diversificare la programmazione, comportandosi in modo asettico e pluralistico, senza, quindi, alcuna censura politica, o peggio, motivata dalla competizione tra l’editore e i suoi concorrenti. L’unico sostegno è assicurato dalle associazioni dei consumatori, tra le quali mi fa piacere ricordare “Adiconsum” e “Altroconsumo”. Cosa fare? Non offro ricette. Ciascuno rifletta con calma e di sicuro individuerà una strategia. Poi bisogna vedere se è capace di sostenerla con i fatti. Qualche sito per gli approfondimenti: http://www.altroconsumo.it/ http://www.adiconsum.it/ http://punto-informatico.it/p.asp?i=49243 http://members.xoom.virgilio.it/infocontro/rifondazione/lib060e.htm © Lino Lavorgna |
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