LA MIA PATRIA SI CHIAMA EUROPA
 
Correva l'anno 1977 e parlare di Europa Unita, allora, suscitava non poche perplessità. In special modo negli ambienti solitamente frequentati dal Cavaliere Errante, infervorati di un nazionalismo tanto acceso quanto contraddittorio. Nutrivo grande rispetto per gli anziani, depositari di valori senz'altro nobili e importanti. E li giustificavo per quel deleterio nazionalismo, che non riuscivano ad abiurare nonostante gli italiani, nella stragrande maggioranza, fossero da loro abbondantemente disprezzati.
Era questa, del resto, la prova più lampante che il nazionalismo è un male assoluto, capace di abbagliare le menti e indurle ai più biechi comportamenti.
Avevo scritto un articolo che auspicava gli Stati Uniti d'Europa,con una moneta unica ed un esercito unico. Mi volevo azzardare a parlare anche di una lingua ufficiale: il francese, ma un barlume di buon senso m'indusse a desistere. Mi recai a Roma non senza trepidazione. Al prof. Gaetano Rasi, direttore della più prestigiosa rivista di Studi Corporativi al mondo, avevo solo detto che gli avrei portato un articolo, senza specificarne il contenuto. Mi ero preoccupato senza ragione: con gli uomini di grande cultura non vi sono mai problemi. Mi accolse benissimo, mi suggerì solo di apportare un paio di correzioni stilistiche e così, a 22 anni, ebbi l'onore di vedere la mia firma affianco a quella di personaggi che ne avevano almeno trenta più di me, e della Storia d'Europa erano stati, in qualche modo, protagonisti.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora. E l'Europa, se non può ancora dirsi unita, sta imparando, lentamente, a volersi bene.
Ma la strada è ancora lunga e vi è qualcuno che deve accelerare, se non vuole restare troppo indietro... provate a indovinare chi?

(Per vedere il simpatico flash-cartoon di Bruno Bozzetto collegarsi al seguente link)

http://galvanor.splinder.it/1075618800

(Ripropongo questo articolo, pubblicato nel blog a febbraio, nel giorno dell’allargamento dell’Unione. Benvenuti, Fratelli di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Fàiltè!)

© Lino Lavorgna 1 Febbraio 2004 – 1 Maggio 2004

 
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