IL TEMPO DEGLI SCIACALLI
 
Proviamo a metterci, per un solo attimo, nei panni dei tanti poveri diavoli che hanno investito i risparmi di una vita in quella società gestita da un individuo per il quale non bastano termini come lestofante o farabutto per definirlo compiutamente.
Non, quindi, nei panni degli speculatori di borsa, ma degli impiegati, degli onesti lavoratori, degli artigiani, dei risparmiatori tradizionali, insomma, che si sono fidati dei consigli di qualche consulente finanziario o di qualche impiegato di banca.
La sensazione non è piacevole. Costoro, infatti, sono stati traditi più volte da un'infinità di soggetti: da un imprenditore, che forse avrebbe dovuto marcire in galera già da molti anni, da chi dovrebbe vigilare sull'attività degli imprenditori, dagli altri che dovrebbero vigliare sull'attività delle banche, da un sistema politico che consente spregiudicate e illecite attività speculative, da leggi inique che tendono a tutelare i delinquenti piuttosto che le persone per bene.
La sensazione, poi, diventa ancora più sgradevole quando il pensiero va ad un'altra categoria di traditori: gli operatori bancari che hanno consigliato ai propri clienti di acquistare le azioni della Parmalat, avendo intuito che esse stavano per crollare. Ed hanno loro vendute le proprie. Costoro erano tributari di una fiducia diretta, e proprio in virtù di ciò ancora più colpevoli. Essi meritano il pubblico ludibrio: la loro foto affissa sui muri delle città, sovrastata dalla scritta: "SONO UN ESSERE INDEGNO DI APPARTENERE AD UN CONSORZIO CIVILE. STATE ALLA LARGA DA ME, PER IL VOSTRO BENE".
Vi è, poi, un'ultima categoria di sciacalli, per la quale, forse, anche il pubblico ludibrio è poco: gli avvocati che, come lupi famelici, stanno tentando di approfittare della disperazione di chi ha perso tutto, per spillare loro anche quello che non hanno. Con la tipica spocchia degli affabulatori, invitano queste persone distrutte, avvilite e senza più difese, e propongono loro di iniziare un vertenza legale per recuperare quanto è stato sottratto indebitamente.
A questo punto un barlume di speranza riaffiora, ma dura poco. L'angoscia ritorna quando viene loro comunicato che le cause costano e per avviarne una così delicata bisogna anticipare delle spese....
Bastardi, criminali in doppio petto... Sciacalli!
Non vi è limite alla crudeltà umana, è proprio vero. E il vecchio adagio, "homo homini lupus", invece di liquefarsi grazie al progresso umano, sembra ingigantirsi progressivamente verso dimensioni che portano all'infinito. A testimonianza del regresso della qualità umana.

© Lino Lavogna, 20 Gennaio 2004


 
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